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Giovedì 10 Maggio 2012
Teatro Sancarluccio
Napoli
Velentin ExpressDal 10 al 13 maggio 2012
feriali 21,15 / domenica 18,30 MURICENA TEATRO presenta VELENTIN EXPRESS favola nera sul tempo perduto Tratto da TingelTangel di Karl Valentin Poesie da Bertold Brecht, Hermann Hesse Con Gennaro Cuomo, Federica Altamura, Antimo Casertano, Katia Tannoia, Adriano Falivene, Raffaele Parisi, Carlo Vannini, Daniele Marino Ambientata tra il 1933 e il 1945, la favola “Valentin Express” guarda al periodo della seconda guerra mondiale con amara ironia da kabarett dimenticato, attraverso sketches di Karl Valentin, e con spietata crudeltà poetica attraverso liriche di Bertold Brecht ed Hermann Hesse. Tre autori tedeschi, tre voci unite nella speranza e nello sguardo critico che li accomunò. Tre vittime della propria "razza" assetata di potere, tre mosche bianche, contestatori instancabili di un regime che ha finito per schiacciare ogni forma di umanità. Una favola come pretesto per interrogare noi stessi sulle grandi manipolazioni che l'uomo, non solo in quegl'anni con il regime fascista ma anche nel corso della storia successiva fino ad oggi, ha subito sulla propria pelle, pagando sempre il prezzo più alto. Favola nera del tempo perduto, ricerca, nell'assurdo paradosso della parola, di un grido da poter lanciare nel buio del futuro, un'esigenza interiore dell'uomo che vuole a tutti i costi sopravvivere, esistere, per avere indietro il tempo che gli è stato derubato con l'inganno e con le false ideologie. La spinta istintiva verso la salvezza, per uscire dall'ombra oscura che attanaglia la nostra vita, le nostre esistenze insicure. Come le esistenze dei personaggi di questa storia; piccoli borghesi insignificanti, vittime assonnate delle scelte dei potenti che sulle loro schiene decidono il destino, la società che verrà. Un tentativo di rivalsa attraverso un sogno comune, un bisogno di affrontare la crisi dell'intelligenza con le sole armi della fantasia e del gioco teatrale, mostrando l'inadeguatezza di tutte le cose, noi stessi compresi. Questa è la favola di un treno carico di speranza che ancora attendiamo con ansia. Un pretesto per guardare oltre la corruzione e l'eterna fame che ci accomuna. Per guardare con occhi diversi i nostri difetti e i progressi, e per un attimo, osservare tutto con lo sguardo di un bambino incantato, che va al circo per vedere le tigri ruggire e i clown ballare al suono dei tamburi…L'arte della vita sta nell'imparare a sorridere e nell'imparare a soffrire. Ci affidiamo ad una delle forme più antiche e suggestive, la favola."
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