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Sabato 28 Aprile 2012
Teatro Kismet OperA
Bari
Diss(è)ntenTre cessi. Tre loculi accessoriati. Un luogo oscuro, un "non luogo" che potrebbe essere dovunque: da un autogrill ai sotterranei di Montecitorio. Un luogo ideale per parole che non possono avere spazio altrove, perchè troppo esplicite, fatalmente vere.
Due uomini fuoriescono dal buio e, ciascuno nella sua cella, comiciano le regolari procedure che regolano quel particolare habitat: guanti di lattice e perlustrazione del cesso. Il riconoscimento è volutamente negato agli occhi perché vietato. Parole e respiri unico mezzo di comunicazione. Ma questa volta i due non sono soli. I loro dialoghi questa volta non si fermano dentro a quelle mura, i loro volti non restano celati dietro a quelle porte. Parole e immagini si ribellano a quella segretezza imposta e decidono di rivelarsi: quelle porte diventano trasparenti e quelle mura non soffocano più il suono. Nel loro linguaggio cifrato appare l'ombra di un'organizzazione più grande. I due sembrano avere ruoli diversi: si intuisce che uno ha il compito di regolare le attività dell'organizzazione e l'altro di promulgarle. Rumore di passi che si avvicinano. Una terza deformità si appresta ad occupare quel cesso rimasto vuoto: il cesso centrale: il cesso del potere L’organizzazione si sente minacciata da forze esterne che si stanno organizzando per far declinare il suo potere. Per combattere questa minaccia il consiglio direttivo dell'organizzazione, “Il Collegio dei Tribuni”, decide di avviare una strepitosa iniziativa: da oggi in poi ogni persona dovrà imparare a vivere sola. Per far sì che questo progetto si realizzi c’è bisogno di una concreta azione giudiziaria e mediatica. Un azione nel perfetto stile dell’organizzazione: sottile e sotterranea, compiacente ed impositiva. Tutta la scena non è altro che un atto di violazione della privacy. Si assiste ad una vera e propria intercettazione di un progetto massonico. Dissènten vuole sondare il terreno dove le radici del potere attecchiscono, quel terreno dove la luce dell’informazione ha l’accesso vietato, dove tutto è lecito e le parole non hanno bisogno di essere mascherate.
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