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Red Rain & ZweisamkeitVenerdì 11 maggio, ore 22.00 si inaugura al KM97 la seconda tappa della mostra Red Rain, dell’artista leccese Paolo Ferrante, nato a Galatina (LE) nel 1984. Dal 2006 adotta lo pseudonimo di Evertrip e inizia il suo percorso artistico come pittore e poeta, oscillando tra mostre e antologie letterarie, esperienze che lo portano a pubblicare la silloge illustrata Le commedie del Buio (Kipple Edizioni, 2008). Attualmente collabora con gli spazi Ars&Art Gallery, Piscinacomunale, B-art contemporary e i Magazzini Criminali. La Serie Red Rain nasce nel giugno del 2010, a seguito delle repressioni a Roma dei manifestanti terremotati d’Abruzzo. ‘Un’immagine esce fuori dallo strazio mediatico: un uomo con la faccia completamente ricoperta di sangue. Ha appena ricevuto una manganellata in pieno cranio, e sta cercando di ripulirsi come può, usando la sua stessa maglietta. La colpa è di aver protestato’. Parte così la ricerca personale dell’artista su l’uso della violenza su chi manifesta e si ribella, ottenendo solo rosso come risposta. Rosso fluido che incarna passione, forza, o la stessa energia della vita, che in certi casi abbandona il corpo.
La mostra è partita l’anno scorso nello spazio espositivo Piscinacomunale di Milano, e ha riscosso notevoli apprezzamenti da parte del pubblico. Oggi Red Rain viene riproposta a Lecce negli spazi di Km97. Si ripete un’esperienza estetica dove il protagonista non è affatto la brutalità, ma la forza delle idee, della vita che si eleva nella sua più splendida dignità anche nel momento ultimo. «In fondo – dice lo stesso Evertrip, ironizzando – siamo tutti rossi, dentro». Su questi presupposti, il progetto incontra la poetica del gruppo musicale ZweiSamKeit, che aprono la mostra con un loro concerto live. Pugliesi con base nel Salento, gli Zweisamkeit sono un gruppo in controtendenza rispetto alla scena culturale della zona dalla quale provengono, potendo sfoggiare un'estetica sonora che annovera, tra le influenze più evidenti, l'elettronica essenziale dei Suicide, la melodia contaminata dei Radiohead, il mood dei Joy Division, fino ad arrivare al pionierismo sonoro con incursioni nel cantautorale di Franco Battiato e il punk espressionista degli Einsturzende Neubauten. La loro esperienza come produttori no-budget viene messa totalmente a frutto in un lavoro dove la musica figlia di new-wave e psichedelia viene vestita da un’elettronica lo-fi che riesce a far coesistere il paradosso di una società meccanica e disumanizzante con una sostanza difettosa, imperfetta ma proprio per questo umanissima.
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