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Sabato 26 Maggio 2012
Teatro Comunale
Massafra
Spettacolo "Il marinaio"Anteprima nel Teatro Comunale di Massafra della nuova produzione del Teatro Le Forche "Il marinaio" da Fernando Pessoa. Regia di Giancarlo Luce. Con Valentina Chiefa, Ermelinda Nasuto e Valentina Rota. Scene e costumi di Mariella Putignano.
"Tre fanciulle in uno spazio da cui è bandito il tempo compiono un’indagine alla ricerca di ciò che forse non sono state, prive d’identità e di memoria, creature sognanti e sognate, timorose e desiderose di dissolversi con le prime luci dell’alba. Obbligate a parlare per esistere ed esistendo a soffrire, soffrendo a sognare e sognando a scomparire. Il sogno raccontato da una di loro narra la storia di un marinaio il quale, fatto naufragio in un’isola deserta, si mette a sognare un passato e una patria che non ha avuto. Il sogno è l’unica dimensione felice possibile ma proprio perché sogno tradisce se stesso. Il marinaio, naufrago nel mare dell’esistenza umana, ha necessità di costruirsi una nuova patria per poter sopportare il dolore di vivere; ricorre pertanto ad una patria di sogno. Tuttavia perché questa patria possa esistere è necessario che sia fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e dunque che sia sognata. Ecco allora che le tre donzelle, creature che vivono la dimensione a-temporale del sogno, sognano esse stesse il marinaio sognante che grazie a loro può abbandonare l’isola sul quale ha fatto naufragio per dissolversi prima ancora dei suoi stessi sogni. Magistrale opera d’arte letteraria definita da Pessoa “Teatro statico”, fornace vivida di pulsioni ed interrogativi senza risposta come cos’è il tempo, cos’è la realtà, cos’è la verità, cos’è il mistero, cos’è la morte. Non ci sono risposte, solo passaggi, solo attraversamenti del tempo di un’ora, come quello di una vita. La poesia è l’unico mezzo in grado di superare la mancanza di risposte; attraverso la parola si supera la dicotomia verità – finzione rimettendo il tutto nell’esperienza interiore ed enigmatica dell’esistenza umana di noi naufraghi e marinai dell’esistere".
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